Visualizzazione post con etichetta Oscar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Oscar. Mostra tutti i post

domenica 9 febbraio 2014

Quando l'Oscar ha un peso.




Copertina di Giancarlo Caracuzzo


Certo, non è una regola, ma quando un attore opera delle trasformazioni clamorose sul suo fisico, le possibilità che vinca un Oscar, o che venga candidato a vincerlo,  aumentano sensibilmente.

L'ultimo caso è quello di Matthew McConaughey, che interpreta una storia vera, accaduta a metà degli anni '80, quando i farmaci contro l'Aids erano in fase sperimentale, e lui, nei panni  di un cowboy, tenta cure alternative. Pare che sia bravissimo (il film non l'ho visto), ma per interpretare al meglio l'evoluzione della malattia ha perso addirittura 20 chili. Lui, che faceva il belloccio nelle commedie leggere, è tra quelli in pole position per una statuetta.
E nello stesso film, "Dallas Buyers Club", anche Jared Leto, nel ruolo di un transessuale,  si è sottoposto ad una ferocissima dieta, arrivando a pesare 51 chili. Anche lui nominato come miglior attore non protagonista.

Ma non solo dimagrire funziona. Christian Bale, nel ruolo di truffatore nel film "American Hustle", si è "dovuto" appesantire di 20 chili, e il 2 marzo, nella notte degli Oscar,  sapremo se ne è valsa la pena, perchè nel frattempo l'ingrassamento improvviso pare gli abbia provocato un'ernia del disco.

I casi del passato hanno sempre portato bene. Vi ricordate Natalie Portman, arrivata a 43 chili, per interpretare "Il Cigno Nero"? E Charlize Theron, con 15 chili in più in "Monster"? Tutte e due portarono a casa la statuetta.

Ma uno dei più "ingrassati" della storia del cinema è stato sicuramente Robert De Niro, che per il ruolo di Toro Scatenato, nel 1980, aumentò di ben 25 chili.




sabato 19 gennaio 2013

Barba non facit philosophum... facit gentleman.







Le sfilate maschili, quest'anno, da Londra a Milano, fino al Pitti Uomo di Firenze, oltre ad indicare le prossime tendenze invernali in fatto di abbigliamento, hanno segnalato importanti notizie sul look più appropriato del gentleman modaiolo.

Dalle passerelle emerge quanto la barba riprenda il suo potere: come per le donne hanno importanza i tacchi alti o la minigonna, la barba pare che eserciti un certo fascino sul genere femminile, soprattutto quando è oggetto di grande cura, nonostante liberi dall'impegno di radersi quotidianamente.

E forse in un momento di grande incertezza - seppure il detto latino ci mette in guardia - l'uomo barbuto appare rassicurante ed affidabile perchè ci rimanda ai grandi filosofi, musicisti ed esploratori che hanno forgiato la cultura odierna, spaziando da Confucio a Cristo, e molto oltre. 

Anche Hollywood ha sovente usato gli uomini barbuti come segno di forza: basti pensare a Clint Eastwood nei primi western di Sergio Leone, a Robert De Niro ne "Il cacciatore, a Paul Newman ne "La stangata". Anche a Ben Affleck la barba ha portato molta fortuna, oltre a donargli un fascino più maturo e meno "bamboccione";  il suo film "Argo" ha avuto grande successo tra i critici ed ha conquistato sette nomination agli Oscar.

Ma non è finita qua. E' ritornato anche il ciuffo, per intenderci quello stile James Dean, eterna icona di stile. Soltanto Dolce&Gabbana, però, hanno riproposto e osato una "banana" ingelatinata come quella di John Travolta in Grease.