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mercoledì 5 settembre 2012

Sfumature nostalgiche.


Non ho proprio voglia di leggerlo "Cinquanta sfumature di grigio",  perchè mi è bastato pizzicare qua e là tra commenti (di amiche)  e recensioni per capire che  mi annoierei, come in genere mi annoia la pornografia,  soprattutto quando ha l'ambizione di diventare opera , prodotto di culto.

Ho ascoltato invece l'intervista all'autore di "Cinquanta sfumature di minchia", Ottavio Cappellani, che ha avuto l'idea di scrivere un'antiromanzo sul tema,  e sta tallonando l'originale nelle classifiche di vendita online.

Cappellani, ironicamente,  sostiene che le  femmine sicule, frustrate dalla loro condizione tuttora subordinata rispetto ai loro uomini ,  si sono invece scoperte di gran moda,  se paragonate alla protagonista femminile,  asservita completamente alle voglie e alle fantasie del maschio dominatore.

Non a caso proprio nel mio ultimo post parlavo di questi maschi sempre più femminilizzati, metrosexual, che si depilano,  che se non stanno a casa con i genitori fino a quarant'anni, ad un certo punto si fanno scegliere da una compagna, di solito più affidabile e decisa di loro per molti aspetti pratici.

Non vorrei  che la carenza di uomini " normali" stia portando le donne verso derive e sfumature nostalgiche:

"L'uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il ristoro del guerriero: tutto il resto è sciocchezza. Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara."  Friedrich Nietzsche





mercoledì 11 luglio 2012

Pornografia, per casalinga che tu sia...



Seppure non stupita, sono rimasta piuttosto colpita dai numeri della pornografia mondiale che gira sulle piattaforme web : dieci milioni di “ricercatori” al secondo, con una schiacciante maggioranza di cinesi (vabbè che sono il 20% della popolazione mondiale), seguiti da indiani, arabi, russi, tedeschi e italiani (al decimo posto, niente male) . I sondaggi dicono che il 70% degli uomini la guardano, ma tenderei a dedurre che il restante 30% mente.

E anche le donne non scherzano. Giovani registe, scrittrici, opinioniste del fenomeno porno crescono. Interpretandolo a modo loro, dandogli sicuramente una connotazione più raffinata e meno compulsiva. Ma alimentando sicuramente l'attenzione sul tema.

E quelle donne che hanno cavalcato la capacità virale di questo grande ventre elettronico che è internet, per conquistarsi la celebrità istantanea grazie ad un tornito sedere (guarda per esempio Paris Hilton o ancora prima Madonna) non potranno mai eliminare, nonostante soldi ed avvocati, quei filmati “amatoriali”, che magari loro stesse hanno fatto riprendere e diffondere, perchè il web è voyeur per antonomasia.

Invece trovo che sarebbe davvero contagioso, come dice il filosofo Franco Bolelli, “...se un film con sesso vero lo facessero coppie che hanno una relazione forte ed appassionante, tra di loro e con la vita.”

Se si trovasse il coraggio di mostrare che il sesso può essere anche altro che non trasgressione o esigenza fisiologica, o mero piacere fine a sé stesso, insomma le solite cose mediocrizzanti...

Ma come?