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venerdì 27 luglio 2012

Un'App al giorno toglie il medico di torno.


A guardarmi intorno è ormai acclarato che lo smartphone si è imposto come nuovo prodotto di massa, ma è altrettanto vero che cio' che rende questo telefono evoluto,  anche un contenitore unico e personalizzato,  è la APP.

Ognuno infatti può attingere al suo store di riferimento e rifornirsi di qualsiasi tipo di applicazione, da quella per giocare a quella per cambiare la voce, da quella per cacciare le zanzare a quella per scoprire il cancro al seno.

Ragionavo sulle motivazioni dell'attrazione fatale verso l'universo infinito delle APP . Una, di sicuro, è la velocità, congiunta all'immediatezza. Con un semplice TAP possiamo andare sulla nostra pagina di Facebook, cercare le opinioni per un ristorante nel luogo di vacanza, tradurre velocemente un testo, e così via.

Ricordate quando anni luce fa, nel 2004, in un film (Se mi lasci ti cancello) era stata ipotizzata la possibilità di cancellare dalla memoria il dolore conseguente ad una difficile relazione d'amore?

Se pensate che sarebbe straordinario disporre di una applicazione per non soffire, mi dispiace, non posso darvi ancora l'annuncio che è stata scoperta. Ma sono convinta che siamo sulla buona strada, visto che dalla scorsa primavera possiamo agire sui sogni, introducendo dei paesaggi mentali artefatti mentre è in corso la fase REM del sonno.

Quello che mi ha divertito della ricerca dello psicologo britannico Richard Wiseman, in realtà, è la conferma che di giorno gli uomini e le donne sognano cose diverse, anche rispetto all'aspettativa di un sogno vero.





Ma avevamo ancora dei dubbi? 





lunedì 11 giugno 2012

Ultima generazione.


- Non tutti possono essere orfani -
Jules Renard, Pel di Carota, 1894





Capita sempre, ogni volta che la mia famiglia si riunisce. La mia è una famiglia cosiddetta "allargata". Io, il mio compagno, sua figlia, i miei due figli, ed i rispettivi fidanzati del momento.

Capita che si stia molto bene, i ragazzi hanno una età che va dai 22 ai 30 anni, sono intelligenti, socievoli, smart ed hanno diversi interessi in comune, seppure ognuno abbia le sue peculiarità.

Si parla di un sacco di argomenti, dalla cucina, al cinema, ai viaggi, passando per l'ultimo esame all'università o lavoretto da iniziare.

Ma ad un certo punto accade qualcosa.

Magari arriva un sms che avvisa che il drago ha bisogno di cure, e allora la proprietaria del drago (o meglio dell'iPhone) mostra all'altra ragazza quell'ultima App che ha scaricato.
Il drago va nutrito, pulito, coccolato, e poi te lo puoi vendere.
Allora la seconda ragazza scarica il gioco, e comincia un "do ut des " di consigli che va avanti tutta la sera, allo scopo di vendere quel benedetto drago, sano e pasciuto.

Può capitare invece che i ragazzi si lancino nel gioco che gli consente di mostrare la loro abilità nell'indovinare tutti i loghi del mondo. Stanno in religioso silenzio, ognuno con il suo terminale tuttofare, rotto soltanto dalla sporadica richiesta di aiuto agli altri, quando proprio necessita.

Io ed il mio compagno, banalmente, leggiamo o sfaccendiamo per casa, accendendo il computer di tanto in tanto.

Ma ad un certo punto: "Mamma, guarda questo gioco, è fantastico!", oppure "A che punto sei arrivata di Angry Birds? Sei proprio una schiappa"